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Mario D'Onghia
Manager

«Mi piace essere consistente, fare delle cose che abbiano senso. E credo che per essere innovatori oggi non c’è bisogno di inventare niente: basta saper fare meglio quello che si sa fare. Soprattutto stando a contatto con i clienti, ogni giorno c’è qualcosa da imparare. Anche dopo anni di esperienza.» Mario vanta in effetti una lunga esperienza di top barman presso l’Hotel Excelsior di Firenze, e la sua expertise va ben oltre l’attività al banco: la cura e l’attenzione per il cliente per lui è fondamentale. «Anche se oggi le abitudini sono cambiate, per le persone è sempre importantissimo essere serviti come si deve.»
L’intrattenimento infatti per Mario è una miscela accurata di tante cose, tutte finalizzate allo star bene. «Per me la musica è fondamentale, e quando si tratta di mangiare vado nei posti dove so come andrà a finire, per concedermi quei piccoli lussi che fanno soltanto bene.»

Federica Lotti
Relazioni esterne

Pragmatica e attenta ai risultati, Federica è consapevole che raggiungere gli obiettivi finali significa guardare oltre la soddisfazione del cliente, per portarlo a trasformare una serata piacevole in un’esperienza memorabile. Perché per garantire gioia e benessere alle persone non c’è formula che tenga. Ci vuole dedizione e capacità di ascolto, ma soprattutto una visione chiara di cosa significa oggi fare intrattenimento a tutto tondo. «Dove inizia il piacere e finisce il divertimento? Probabilmente nel mix unico e personalissimo di ottimo cibo, fantastici drink e musica da sogno.» Come del resto Gilò fa
ogni sera da due anni a questa parte. «La mia giornata? Infinita e densa di impegni. Così mantengo il ritmo e mi sento viva!»

Salvatore Caiello
Chef

«Il cibo non è mangiare, è gustare – prima di tutto.» Per lo chef di Gilò, a tavola ci si rende conto che quello che mangiamo è molto più che un piatto fatto bene. È un mondo di sapori, suggestioni, forme, colori – oltre ai sapori. «È un’esperienza totale, alla portata di ognuno, e allo stesso tempo la cosa più semplice e naturale del mondo.» Ecco perché Salvatore, cresciuto in campagna dove i prodotti sono a metri zero, pratica una cucina dove ritrovarsi a proprio agio, in compagnia di un buon bicchiere di vino. Specialmente quando le giornate si fanno lunghe e c’è bisogno, la sera, di dare una ricompensa gustosa genuina e salutare all’organismo e allo spirito. Sperimentare ma stare sul pezzo, ricercare ma andare subito al risultato. La cucina di Salvatore è innovativa nella sua varietà e nella sua chiarezza. «Perché anche il mondo è vario e bellissimo, e a me piace starci a contatto sempre, per conoscerlo in tutta la sua diversità.»

Pierpaolo Pieri
Barman

Musicista e studioso di geologia quando non lavora, barman di professione. Pierpaolo ha fatto del lavoro al banco una missione di sincerità, dove le cose vere sono anche quelle che non hanno bisogno di tante spiegazioni. Come un buon drink, che si fa gustare soprattutto per la sua composizione e la sua preparazione. Perché un buon drink è fondamentalmente l’occasione per rilassarsi e fare due chiacchiere in più.
«Adoro il rock italiano degli anni ’80 e le ere della Terra. Ma anche la calma di una passeggiata in un bosco e la lettura di un romanzo.»

Andrea Orlandi
Sous-chef

Giovane aiuto cuoco toscano, Andrea ha una visione da innovatore della cucina: creare nuovi piatti significa partire dalla tradizione e rivisitare non tanto e non solo i piatti ma addirittura realizzare un piatto che non c’era utilizzando i metodi e i processi tradizionali di preparazione. «Del resto la gente cerca sempre le cose buone, dunque noi siamo qui proprio per questo!» In questa sua visione, è la calma a dominare, e l’idea che un buon piatto può aprire la strada a qualsiasi cosa.